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PIETRE
E MATITE
Guido Piccoli
Comitato Bir Zeit
“…
gli hanno sparato.
Avete sentito anche voi che stavate dormendo?”
Mahmound Darwish
Non è stato facile
“Pronto… ecco… ti telefono perché,
con Patrizio Esposito de L’Alfabeto Urbano ed Enzo
Lipardi della CUEN… di Napoli, sì di Napoli…
abbiamo pensato di promuovere un portfolio per raccogliere fondi
per la Palestina… Ecco… volevamo sapere se tu sei interessato
ad una iniziativa del genere…”
- “Sì, sì…sai cosa ti dico?… sono
dieci anni che nessuno mi chiede niente del genere…”
- “Cosa?… per la Palestina?… no, no… ne
ho fatte centinaia di cose del genere… le facciano gli altri
adesso…”
- “Sì, certo… che formato?… bianco nero
o a colori?…”
- “Va bene… te la faccio… ma mi puoi richiamare
dopo le feste?… d’ogni modo te la faccio…”
- “Guardi… innanzi tutto la ringrazio per la sua attenzione,
ma le devo dire di no… Guardi… sul Sudafrica sì…
ma… su Israele non me la sento…”
- “OK… anzi… posso chiedere ad altri due che certamente…
Chi?… no… è inutile che ci provi… lui non
se ne frega niente…”
- “Sì… sono d’accordo… non è
possibile che li ammazzino ogni giorno così e nessuno faccia
niente per fermarli…”
- “No, non posso… sto traslocando…”
- “No… per i palestinesi no… ma non la farei neanche
contro…”
- “Sì… ma i soldi a chi vanno?… a loro,
sicuro?… lo faccio solo perché me lo chiedi tu…”
- “No… mi dispiace… te l’avrei fatto fino
ad un anno fa, ma ora ho molte amicizie tra gli ebrei e tu capisci
che…”
- “Non so… l’unica certezza che ho è che
non ho certezze… ma comunque te la faccio… quando deve
essere pronta?…”
- “Sì… ma sono ancora in tempo?…”
- “Sì… ma mi pare una gran bella cosa…”
- “Mi sembra un’iniziativa di parte ed io non so da
che parte stare… e non credo neanche si debba per forza stare
da una parte o dall’altra…”
- “Cerco di fartela… mi dispiacerebbe un casino non
riuscirci…”
- “…Lei mi dice che hanno aderito tutti questi autori…
Sa cosa le dico?… sono tipi fatti così, che non sanno
dire di no a nessuno… Io, sulla questione, ho le mie idee
che mi portano a rifiutare questa sua gentile proposta…”
- “OK… e lascia stare per il corriere… lo pago
io…”
Non
è stato facile, ma non è stato neppure tanto difficile.
Si dice che questi sono anni poco adatti per realizzare iniziative
del genere. Si dice anche che negli ambienti della celluloide, del
vinile e anche della carta illustrata vanno forte semieroi cinici
e raffinati, narcisi distratti e poco propensi a farsi coinvolgere
dalle sofferenze altrui. Kufia è la dimostrazione del contrario.
Un consistente e qualificato numero di autori ha investito nell’impresa
sentimenti, idee e bravura: eppure Kufia è un’impresa
“di parte”, proposta con la convinzione di sapere (orrore!)
chi sono, a Gerusalemme e ristretti dintorni, “buoni e cattivi”.
A tutti gli autori va un grazie commosso.
Ma Kufia deve la sua nascita anche ai “giovani delle pietre”,
quelli che sono stati uccisi nel tiro a segno dell’esercito
israeliano e quelli che continuano a manifestare ogni giorno sempre
più determinati e consapevoli della vittoria.
Cercheremo di pagare questo debito raccogliendo soldi utili per
la liberazione di quanti sono imprigionati nei lager israeliani.
La battaglia dei “giovani delle pietre” contro gli arroganti
ed i fanatici che si sono messi contro la ragione e la storia deve
continuare.
I “giovani delle pietre” avranno una terra ed uno stato.
Non sarà facile, anzi oggi sembra impossibile, ma tutti,
proprio tutti, sanno che è certo.

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