Nel momento in cui scrivo siamo nel pieno del mondiale calcistico, e sembra molto più importante dedicare quintali di ore dei palinsesti televisivi sulle scandalose decisioni di arbitri e guardalinee piuttosto che parlare di Palestina. Sembrano diventati atleti di uno sport estremo anche i quotidiani attentatori, bombe umane che mettono in gioco il proprio corpo perchè non hanno più fiducia negli arbitri, e perchè ormai hanno soltanto il proprio corpo da mettere in gioco. Ogni tanto la telecamera scivola sulle immagini, e si colgono i volti dei bambini che giocano in strada. Per i paradossi della globalizzazione a volte si vedono questi bambini giocare con armi giocattolo di produzione statunitense, magari prodotte sottocosto a Taiwan, da qualche operaio che brucerà in un incendio, senza nessuna norma di sicurezza, qualche mese più tardi. Spiderman volteggia per i grattacieli di New York, piangendo per la perdita delle Twin Towers, che facevano così bene parte del coreografico sfondo delle sue imprese. Forse i bambini palestinesi, come i bambini israeliani, in questo momento stanno leggendo la versione esportata dei fumetti Marvel, dove I mutanti X-Men sono discriminati per il loro aspetto pittoresco , dove le bombe radioattive trasformano timidi scienziati in verdi creature furibonde, dove gli arti tagliati ricrescono, e dove anche le morti più atroci lasciano supporre una rinascita alla prossima puntata. Poveri e stupidi super-eroi, così emblematici della colpevole e segaiola inutilità dell'occidente in questa vicenda.

Massimo Giacon
Giugno 2002