|

L'OSSERVATORE
di Aleksandar Zograf

Joe Sacco
Nuvole da oltre frontiera
Catalogo della Mostra del fumettista- giornalista
Joe Sacco
1 febbraio- 2 marzo 2002
Museo d'Arte della Città - Loggetta Lombardesca
Per informazioni
|
Joe Sacco è uno degli artisti che ha maggiormente caratterizzato
la scena del fumetto degli anni '90. Le sue storie più conosciute
descrivono le realtà di situazioni calde internazionali
- dal Medio Oriente ai Balcani - e il suo approccio 'pressoché giornalistico' è stato
senza dubbio innovativo nel mondo dei fumetti. Harvey Kurtzman,
agli inizi degli anni '50, disegnò 'fumetti
di guerra' estremamente ben documentati, ma c'era una profonda
differenza tra il suo impegno e l'urgenza di creare e distribuire
fumetti come Maus, ad esempio. Molti iniziarono a pensare che i
fumetti moderni dovessero basarsi meno sulla fantasia, dato che,
per molti aspetti, questo medium aveva semplicemente perso il contatto
con la realtà e con le vere problematiche dei nostri tempi.
Comunque, Sacco sembrò essere quel qualcuno in cerca di
un approccio diverso: decise di recarsi in prima persona nelle
zone a rischio e fece ritorno con testimonianze di persone che
gli avevano raccontatole esperienze da loro vissute in quei terribili
momenti.
Sacco ha tentato, inoltre, di tracciare il background storico
e di descrivere il clima politico di queste regioni, trattando
così argomenti ben diversi da quelli che si trovavano abitualmente
nei fumetti. Le sue informazioni erano spesso diverse anche da
quelle che i media ufficiali fornivano. Questa è stata una
delle ragioni per cui Sacco è divenuto noto non solo tra
gli aficionados di fumetti, ma soprattutto tra persone interessate
alla realtà storica
che i suoi fumetti descrivono. Se si combina questo con la sua
abilità narrativa e il suo tratto elegante e preciso è comprensibile
e giustificato il fatto che sia uno dei fumettisti di cui si è più parlato
negli anni '90.
Una delle opere più recenti e più premiate di Sacco è Safe
Area Gorazde - la storia di un paesino in Bosnia, un'enclave mussulmana
circondata da territori serbi, durante la guerra in Yugoslavia
nella prima metà degli anni '90. Il fumetto riporta il destino
di persone che vivono lontane dall'attenzione dei media e che devono
affrontare indicibili privazioni al centro di sanguinosi conflitti.
Rappresenta probabilmente un esempio delle centinaia di piccoli
inferni che
sono esistite nei Balcani durante la guerra e che hanno diviso
quella terra chiamata un tempo Yugolsavia in tanti stati nazionali
separati tra loro. Probabilmente ci sarebbe stato bisogno di un
centinaio di Joe Sacco per raccontare tutte le storie delle diverse
fazioni del
conflitto, ma l'unico Joe Sacco esistente ha senza dubbio fatto
del suo meglio. Ha trovato uno dei casi più gravi, Gorazde
effettivamente lo è stato, e ha focalizzato su di esso la
sua attenzione.
 Potreste chiedervi come mai queste storie non sono state scoperte
e raccontate da qualcuno che originario e che viveva nei Balcani.
Posso dirvi che i lavori di Joe Sacco sulla guerra in Yugoslavia
sono stati più metodici, sistematici e leggibili di molti
dei lavori di artisti e giornalisti dei Balcani che hanno tentato
di analizzare e discutere sullo stesso argomento. Per il fatto
che i suoi libri
erano destinati ad un audience occidentale, Sacco ha dovuto lavorare
in
modo metodico e sistematico per rendere comprensibile ai lettori
il contesto di una storia con complessi precedenti storici e politici.
Sembrava
inoltre necessario che ci fosse qualcuno che osservasse la situazione
'dall'esterno', una persona meticolosa, razionale e occidentale.
Non che gli occidentali siano sempre bravi ad analizzare la situazione
in Yugoslavia, visto che molti di loro tendono a semplificare le
situazioni e a fornire visioni estreme, senza sfumature. Le azioni
dei paesi occidentali, in molti casi, hanno reso la situazione
nei Balcani peggiore di quel che già fosse,
e sono servite solo ad aumentare ancora di più la miseria,
anche quando essi si sentivano di essere stati mandati in aiuto
da Dio. Quindi, quando parlavo di un osservatore occidentale dotato
di sangue freddo, mi riferivo ad una mente neutrale e analitica
che provenisse dalla sofisticata civiltà creatrice di quella
cosa chiamata 'Età della Ragione'. Sono risultati pochi
gli osservatori con queste caratteristiche, e Sacco era tra questi.
O almeno sembrava uno che ci stesse provando seriamente. Cosa ci
si poteva aspettare di più?
 Ma attenzione, non è facile
parlare di queste cose. Ci sono stati molti e differenti sviluppi
dopo il 1991, quando iniziò la
crisi dei Balcani. Dopo aver letto Safe Area Gorazde, ci si potrebbe
sentire
inaspriti e disgustati. Perché tutto è accaduto a
quel modo? Perché queste persone hanno combattuto in modo
tanto bestiale? Perché non sono riusciti a risolvere la
questione in modo pacifico come avevano fatto altre nazioni? Queste
erano le domande che alcuni di noi,
nei
Balcani, si ponevano ripetutamente e non siamo ancora sicuri, dopo
tutto questo tempo, di conoscerne le risposte.
Ricordo che ogni
fazione del conflitto aveva le sue tragiche storie da raccontare
e che ognuna di esse ricorda solamente il dolore che l'altre le
ha inflitto. La vera dissoluzione yugoslavia sembrò essere
l'apertura del vaso di Pandora - e diverse mani presero parte all'azione.
Ma una volta fatto, rimanemmo tutti lì atterriti,
a guardare fantasmi e incubi difficile da immaginare che sfilavano
di fronte ai nostri occhi. E' duro da ammettere, ma eravamo increduli,
storditi e non sapevamo veramente cosa fare.
Leggendo Safe Area Gorazde di Sacco e le sue descrizioni della
vita "
civile" che continua in un piccolo paese, nonostante i tumulti
della guerra, si può vedere un altro aspetto della vita
nei Balcani. Sacco descrive i suoi amici boscniaci come persone
a cui piace divertirsi e
ritrovarsi nei bar dela zona. Persone nè migliori nè peggiori
di altre, solo più o meno normali. Sono mussulmani (in questo
libro infatti Sacco non parla molto delle controparti serbe e croate,
ed è comprensibile dato che questa è la storia di
Safe Area Gorazde), ma si può chiaramente intuire come queste
persone non abbiano niente di diverso dai serbi o dai croati. Non è difficile
immaginare che li abitanti di Gorazde siano proprio come quelli
di altri paesi in altre
parti del mondo.Nonostante questao, durante la guerra, vecchi amici
e vicini di
diverse nazionalità devennero nemici e iniziarono a considerarsi
estranei e "diversi". Questo improvviso cambiamento è una
delle chiavi per capire il meccanismo della spirale di violenza
che si alimenta senza fine nello svilupparsi di una guerra.
Come serbo, se posso prendermi la libertà di parlarne,
dirò che il libro di Joe Sacco è una lettura interessante,
anche perchè parla delle atrocità compiute dai serbo-bosniaci.
Non posso giudicare l'autenticità di ogni storia illustrata,
ma penso sia molto importante farle conoscere e parlare di ciò che è successo.
Onestamente mi piacerebbe che Safe Area Gorazde venisse pubblicato
in Serbia. Non credo sia giusto parlare delle atrocità che
altri hanno
inflitto alla tua nazione se non si mette in luce anche ciò che
la tua nazione ha inflitto alle altre. Penso sia molto pericoloso
nascondere le atrocità compiute senza portarle all'attenzione
di un
pubblico che ne possa discutere. I serbi dovrebbero saperlo molto
bene, dato che furono loro stessi vittime di indicibili stermini
di massa durante la Seconda Guerra Mondiale. Per decenni questa
vicenda venne tenuata nascosta dagli ufficiali della ex-Yugoslavia
e strumetalizzata dai politici: ciò ha portato inevitabilmente
una gran frustrazione. E poi ci siamo trovati confusi e impotenti
nel momento in cui l'orribile demone è uscito dai più neri
abissi dell'animo umano!
Sono tutte tematiche grosse, ed è molto
importante capire che potevano e possono essere l'argomento di
fumetti, come nel lavoro di Joe Sacco, appunto. Il fumetto, come
medium, ha delle potenzialità che la nostra società ha
ampliamente trascurato. Forse artisti come Joe Sacco possono contribuire
a far capire come le storie a fumetti possano essere utilizzate
in modi diversie innovativi. Alcuni
dei quali devono ancora essere scoperti.
|