| Julie
Doucet
Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec
francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle
e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey
Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti
riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista
curata da Robert
Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che
non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.
a domanda – risponde.
Disamorarsi del fumetto?
D: Si mormora in giro che tu stia abbandonando
il fumetto, o che comunque questo stia diventando una parte molto
limitata della tua attività. E’ un disamoramento
o un cambiamento di indirizzo temporaneo?
R: Si, mi sono allontanata dai fumetti:
sono più di tre anni e mezzo ormai, e ho paura
di non essermi pentita di avere smesso di disegnare fumetti
in assoluto. L’ho fatto ininterrottamente per 12
anni, non facendo nient’altro. Mi è venuto
un rigurgito, ero stanca di così tanto lavoro
per così pochi soldi, tanto da non avere chance
di continuare a disegnare se volevo mangiare. Nessuno
mi credeva quando dico che per me è storia finita,
ma è vero. Sto facendo un mucchio di altre cose
ora, disegno, acquaforte, xilografia, incisione in linoleum
e un mucchio di piccoli libri stampati in serigrafia.

Sogni e disegni
D: In alcune strisce ci sono cronache di alcuni
sogni che tu hai fatto. In altri autori i sogni hanno un ruolo
in un certo senso centrale. Pernso ai sogni di Crumb e ovviamente
a quelli di Zograf http://www.aleksandarzograf.com . Ritieni
che disegnare sogni sia una sorta di flusso di coscienza e che
ci siano connessioni tra il modo di narrare le storie nei fumetti
e il modo con cui i sogni ci appaiano?
R: Ho disegnato i miei sogni perché erano
molto strani e in un certo senso essi avevano un valore
estetico per me. Nel mio modo di vedere le cose essi avevano
un valore prettamente estetico, il raccontare storie e
le figure… non sono molto addentro al discorso esoterico,
tipo coscienza attraverso i sogni… non so come rispondere
all’ultima parte della tua domanda.
Il racconto delle cose
D: Una parte caratteristica che balza agli occhi
nelle tue storie è l’attenzione al dettaglio della
scena, dell’ambiente che circonda i personaggi. Sembra
che raccontino, a volte, più gli oggetti che i ballon.
E’ stata una scelta consapevole o è nata mentre
disegnavi, senza un processo di selezione?
R: In molti casi è stata una decisione consapevole lo scegliere
che cosa andava raffigurato all’interno della sequenza, oggetti,
dettagli ecc… a me no che tu non abbia visto qualcosa che io non
vedo?
Del ritratto
D: Le ultime serie di lavori che ho avuto occasione
di vedere erano “ritratti” o macchiette. Che cosa
ti ha portato a lasciare il racconto narrativo e a passare alla
sintesi della tavola unica?
R: Sono sempre stata affascinata dai visi,
dai ritratti: trovai un fascicolo con delle foto nella spazzatura
in un parco di Berlino, e realizzai una loro interpretazione
in incisione in linoleum. Dal mio punto di vista tutto è concentrato
sui visi, ma anche l’interpretazione, la nuova tecnica
era importante. Avevo sicuramente bisogno di allontanarmi
dai fumetti e fare cose radicalmente diverse, per cambiare
completamente il mio approccio.

I tuoi viaggi
D: Ho saputo che hai fatto un viaggio in Francia
nell’ultimo periodo. Che cosa hai visto? Pensi che la Francia
sia ancora il centro almeno del mondo europeo dei fumetti o qualcosa è cambiato?
Che cosa consideri più interessante al momento?
R: Ho passato dieci giorni a Parigi in gennaio.
Anche se sono andata ad Angouléme ,
non è stato un viaggio stimolato dai fumetti. Ci sono
andata solo per vedere vecchi amici. L’unica cosa che
mi sento di dirti della scena del fumetto francese in questo
momento è che tutti, autori, ma soprattutto gli editori,
sono in guerra l’uno con l’altro! Non ho mai
sentito così tante maldicenze in una volta in vita
mia!!! Mi è stato detto che ciò è dovuto
al proliferare di piccoli editori, e che il mercato (molto
piccolo, anche in Francia) è saturo. Sono fuori dal
giro delle cose nuove nel mondo del fumetto, tutto quello
che posso dire è che il nuovo avviene in Europa, non
negli Stati Uniti.
Tecnologia. Tecnologia??
D: La tecnologia ha un ruolo nella tua vita
di tutti i giorni? E nel tuo lavoro? Che tipo di relazione hai
con i nuovi media? E Che cosa sai o pensi dei fumetti in rete?
R: I computer sono meravigliosi strumenti.
Amo le e-mail, amo poter mandare le mie illustrazioni ai
giornali in questo modo. Li uso per scomporre i colori
per la serigrafia… ma a parte questo, non ho assolutamente
pazienza quando sono seduta di fronte ad uno schermo. Non
funziona con me. Ho problemi nel sedermi di fronte alla
tv a guardare un film senza fare nient’altro, e quindi… personalmente
non vedo l’appeal dei fumetti nella rete. Uso il
computer come strumento, ed ho problemi nel prenderlo in
considerazione com un fine in se stesso… ma è un
problema mio.
Elettra Stamboulis
|